Nike Pegasus: 35 anni di storia

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Nike Pegasus: 35 anni di storia

La Nike Pegasus compiuto il suo 35° anno d’età quest’anno, e sembra essere arrivato il momento di fare un piccolo (e rapido) passo indietro nella storia.
Questa scarpa, che prende il suo nome dal maestoso cavallo alato della mitologia greca, nato dal terreno bagnato dal sangue di Medusa dopo che Perseo la decapitò, ha sempre puntato a mantenere un altissimo standard per quanto riguarda il comfort, la flessibilità e l’ammortizzazione. Come ha infatti affermato in più di una occasione il CEO di Nike, Mark Parker, la missione di coloro che hanno progettato la Nike Pegasus era quello di “creare una scarpa da allenamento per ogni persona a un prezzo più che accessibile”.
Sebbene la scarpa abbia subito continue modifiche, Nike è riuscita a mantenere un prodotto di assoluta eccellenza senza mai perdere di vista il suo obiettivo principale, ossia renderla adatta ad ogni corridore.
Tutto ebbe inizio nel 1983: Mark Parker e Bruce Kilgore (famoso per aver dato alla luce la Nike Air Force 1) unirono le loro creatività per dare alla luce questa silhouette così accattivante. La cosa che colpiva e che la rendeva (e che la rende tutt’ora) attraente è la semplicità: tomaia in nylon, rifiniture in pelle scamosciata e waffle sole. Il tutto ad un prezzo strabiliante di 50 $!


Due anni dopo, vista la fortuna e gli ottimi dati di sell-out, Nike decise di aggiornare leggermente la scarpa: venne migliorata l’ammortizzazione, al nylon venne sostituito il mesh traspirante ed ecco che venne alla luce la Pegasus GX.


E venne l’ARIA. 1987, Michael St. Laurent aggiornò la silhouette della Pegasus inserendo un gran cuscinetto d’aria nel tallone. Questo comportò un netto miglioramento che si tradusse in un perfezionamento dell’ammortizzazione ( il doppio della Air Max 1 rilasciata lo stesso anno), in un incremento notevole dei dati di sell-out (in poche settimana vennero vendute quasi 5 milioni di paia) e, soprattutto, in un cxambio di nome (Nike Air Pegasus 1987).


L’ascesa di questo modello continuò nel 1988 con aggiornamento della tomaia in pelle sintetica, che la rese un’ottima alternativa ad altri modelli, non solo per gli uomini, ma anche per donne e bambini. Il tutto ancora ad un prezzo contenutissimo di 70 $.


Un aggiornamento evidente lo si nota nel 1990: la silhouette cambia leggermente, ingentilendosi nello shape, e sfruttando dei pannelli in TPU per migliorare la stabilità del tallone. Questa innovazione la portò ad essere apprezzata tantissimo da quella fascia di corridori molte volte bistrattata: sto parlando dei corridori neutrali.


Nel 1991 i pannelli in TPU sul tallone cominciarono a diventare sempre più evidenti e, sull’onda forte della Air Max 90, si impreziosiscono col basso rilievo “AIR PEGASUS”. La Nike Air Pegasus 1992 invece vede la presenza di una struttura più massiccia di pelle scamosciata (riducendo lo spazio al mesh) e di un rinforzo laterale molto più ampio sul tallone rispetto a quello della versione precedente.

L’evoluzione portò quindi all’utilizzo di tantissimi materiali e delle più svariate tecnologie: lo Spandex per rendere più confortevole la calzata nel 1993, l’Air Sole visibile nel 1996 e nel 1997, la suola in Foam nella versione del 2000, il Flywire nella 28esima edizione e l’Air Zoom nella 29esima. Col passare del tempo la scarpa si è adattata alle necessità del corridore, cercando di mantenere sempre un prezzo iper-competitivo.

La 35esima edizione di questo modello è stata creata, come sempre, per soddisfare una fascia di pubblico il più ampia possibile: dai Pro, che necessitano di una ottima scarpa da allenamento, ai principianti che si sono appena avvicinati alla corsa. La tomaia è caratterizzata da una tomaia in mesh, resa ulteriormente confortevole da un morbidissimo collare, che abbraccia il tendine d’Achille. La midsole presenta una Zoom Air a tutta lunghezza (Full Lenght Zoom Air), per rendere l’andatura ancora più fluida e naturale. Questo sistema di ammortizzamento è inserito all’interno della schiuma Cushlon, cosa che offre comodità e supporto ancora maggiori. Caratteristica di questo modello, sulla fortunata scia della Nike Vaporfly, è la presenza della midsole smussata all’altezza del tallone, pensato per appoggi regolari e transizioni fluide.

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