Air Max

Scroll-in and scroll-out this content to trigger each event. This element will lose and gain opacity accordingly.

La Nike è diventata un’azienda da un miliardo di dollari nel 1986, nello stesso periodo in cui stava lavorando ad un massiccio upgrade alla sua linea di scarpe “con l’aria dentro”. L’anno seguente, l’azienda di Beaverton rilasciò sul mercato le Air Max 1, con una sacca d’aria molto più grande e una “finestrella” nel cuscino sul lato del tallone.
Questa è stata una vera rivoluzione nel mondo delle scarpe sportive (come cantavano i Beatles nell’iconico spot). Quello che fino ad allora era stato un sottile cuscino d’aria sarebbe stato ridisegnato per scoprirsi e rendersi visibile. Nel mezzo c’era una robusta sacca con supporti per l’ammortizzazione primaria. Questa “finestrella” sarebbe diventata un marchio di fabbrica per Nike. L’aria non era solo visibile: avresti potuto colpire l’air bubble e sentirne il massiccio ritorno di energia.

La semplicità è la chiave di volta di questa tecnologia. L’Air Max 1, progettata dal maestro Tinker Hatfield, ha stabilito un archetipo che avrebbe portato Nike a raggiungere degli obbiettivi sbalorditivi nel decennio successivo. Hatfield ha spiegato che il design dell’Air Max 1 è stato ispirato dal Centre Pompidou di Parigi, ed è quindi un omaggio ai suoi leggendari architetti Renzo Piano e Richard Rogers.

LA SCARPA È STATA PROGETTATA PER RESPIRARE, ESSERE FLESSIBILE E ADATTARSI BENE AL PIEDE, MA IL FATTO CHE AVESSE L’AIR BUBBLE VISIBILE NELLA SUOLA E I COLORI MOLTO ACCESI SULLA TOMAIA LA RENDEVANO MOLTO DIVERSA DALLE ALTRE SCARPE DI QUEL PERIODO.

Tinker Hatfield
Nike VP Innovation & Creative Concepts

Come si sarebbe evoluta la saga Air Max era piuttosto semplice da prevedere. La sneaker non era commercializzata solamente come extra-cushioned, ma anche esteticamente policroma, dal momento che ogni modello era disponibile in tante colorazioni. Nike ha cambiato lo shape e la struttura della tecnologia Air Max nel corso degli anni, perseguendo l’obiettivo di un maggiore comfort e ammortizzamento.
Il principio che il comfort e il miglioramento delle performance grazie all’ammortizzazione ad aria è centrale nella strategia di marketing dell’azienda, come si nota nello spot che recita “Strangely scientific ” del 1994 per l’Air Max2 CB 94:

Le scarpe da ginnastica, da mero strumento che ti avvolgeva i piedi e ti agevolava la transizione nella corsa, si stavano trasformando in un prodotto che ti avrebbe dato la possibilità di migliorare sensibilmente le tue prestazioni.
L’azienda di Beaverton aveva intuito di essere sulla strada giusta, motivo per cui l’innovazione dell’Air Max ha continuato a portare avanti questa filosofia, grazie soprattutto ai stupefacenti e iconiche pubblicità (degli anni ’90).


Il concetto ” Even More Air Max” da quel momento si è evoluto in modi nuovi e, a tratti, imprevedibili. Mentre l’Air Max 1 ha innovato rendendo l’air visibile, i successivi modelli hanno portato maggiore visibilità e più volume.
L’Air Max 90 includeva un air bubble leggermente più grande. Stessa cosa per l’Air Max IV, nota anche come Air Max BW: “BW” si riferisce infatti a “Big Window“.
E lo spazio riservato all’air bubble, da qui in avanti, nei vari modelli successivi, sarà sempre maggiore. Nel 1991, lo stesso anno dell’Air Max BW, la Nike rilasciò l’Air Max 180 con un “Air-Sole senza soluzione di continuità“. In altre parole, si poteva vedere l’ammortizzazione ad aria dal fondo del scarpa così come di lato.

Poi arrivò l’Air Max 93 con la sacca d’aria che avvolgeva l’intero tallone della scarpa.
Lo spot che pubblicizzava questa scarpa vedeva Quincy Watts, corridore americano che aveva appena vinto due medaglie d’oro alle Olimpiadi di Barcellona del 1992, che scherza con una cantante lirica “super-cushioned“. Questo commercial si inserisce nel costante lavoro di marketing: Nike utilizza gli atleti di punta per promuovere la nuova tecnologia.

Un decisivo cambio di rotta avviene con l’Air Max 95, non tanto in termini di tecnologia, quanto di design. Il designer di calzature – ai tempi ancora alle prime armi – Sergio Lozano si allontanò decisamente dalle precedenti sneakers firmate Hatfield, realizzando una calzatura particolarmente eccentrica . L’Air Max 95 è caratterizzata da una piccola sacca d’aria visibile nella parte anteriore della midsole e da una più grande e bombata nel tallone.

Dopo che questo modello ha palesato la possibilità di inserire “bolle” d’aria visibili non solo nel tallone della scarpa, Nike decise di creare un’intersuola (quasi) completamente piena d’aria. Nasce così una delle silhouette più amate di questa linea: l’Air Max 97 presenta una sacca d’aria gigante che si estendeva dal tallone alla punta del piede.

Poi Nike ha introdotto un nuovo tipo di ammortizzamento, chiamato Tuned Air – diversi tipi di pressione in diverse parti della scarpa – nell’Air Max Plus. Questa prevedeva l’aggiunta di elementi meccanici alla scarpa che avrebbero fornito la giusta quantità di supporto nelle aree di maggiore stress.

Nel 2006, venne lanciata l’Air Max 360. Questa scarpa rappresentò il culmine di quasi 14 anni di sforzi per creare un’intersuola realizzata interamente con unità Air-Sole. Ma come con molte altre creazioni Nike, puoi scommettere che questa non sarà l’ultima innovazione Max Air a conquistare il mondo.
Nel 2014, la nuova Nike Flyknit Air Max 360 utilizzò per la prima volta l’innovativa tecnologia Flyknit insieme all’iconico sistema di ammortizzazione Air Max. La tomaia in Flyknit, robusta e leggera al tempo stesso, segue il profilo del piede per una calzata confortevole e sostenitiva, e si unisce all’intersuola Air Max più flessibile e alla tradizionale suola Waffle.
Il 2017 è l’anno della Nike Air VaporMax Flyknit, che ha richiesto oltre 7 anni di progettazione. Il tuo piede è finalmente a diretto contatto con la tecnologia Nike Air, e, grazie alla riduzione degli strati intermedi e al sistema di ammortizzazione mirato, è la Air Max più leggera e flessibile mai realizzata.